Un Chet Baker storico, alla fine della sua vita, ma non della sua carriera per augurare buon Valentine's Day a tutti quelli che "s'innamorano di tutto".
Che dire di Chet, grande maestro.
Chet mi insegna, come Miles, che ogni tanto quando si canta si può anche stare zitti. Chet che quando canta toglie il fiato, in realtà è un trombettista...aaaahhh....difficile il jazz...
Quando canta si sentono le labbra sul bocchino e si sentono le dita sui pistoni: sceglie poche note, non si compiace e il suo fraseggio è liricamente strumentale.
Sempre un po' indietro sul tempo, lascia scorrere le battute e poi rientra con leggerezza, come se contemplasse l'armonia e aspettasse che i suoni si creino.
Lezione n.1: ascoltare e riascoltare i Maestri. Mettere su un disco di Chet, ad esempio, e scovare tutti i segreti del suo fraseggio, il suo timing, le sue scelte armoniche, impararsi i "soli" a memoria.
Oggi mi sa che mi rifaccio questo bello studio di cantarmi i "soli"...così mi rinnamoro.
Stasera mi stupisco, come ogni volta che le sento, della bellezza delle voci bulgare;
queste voci femminile, stordiscono l'animo e l'udito, lasciando una sensazione di incredibile.
Come se il nostro ristretto , occidentale intelletto non sapesse fruirne.
Saranno le dissonanze irte e così naturali, sarà questa incredibile liricità che accappona la pelle o il passaggio da questa estrema cantabilità a ritmi spezzati e incostanti, saranno i sapori aspri e strumentali che in certi momenti assumono improvvisamente .
Donne, unite nella società e nel canto.
Timbri diversi e origini diverse, queste donne arrivano da tutta la Bulgaria e le loro storie e le loro diverse voci si uniscono in questa miscela
dalla tagliente e impressionante precisione-decisione.
"More Zajeni Se Ghiouro",
Le Mystère des Voix Bulgares
Una traduzione mimica della "disputa" fra i soli di Charlie Parker e Dizzy Gillespie... il pezzo fa parte dell'album "Leap Frog", di Bird e Diz.
Enjoy it!