" La cultura vera comincia dove finisce la cultura professionale. (...)
L'operaio che,
con bisogno estraneo alla sua attività di operaio, leggeva Shakespeare e Goethe, impersonava la vera tendenza alla cultura.
Egli suscitava un tipo ideale di cui tutti dovevano tener conto."
Ecco parte del succo della mia tesi; nel mio caso, sostituirei operaio con contadino, minatore, vetturino e gli "stranieri" con nostrani Ariosto e Tasso.
Ho trovato sincronicamente, questa interessante riflessione di Vittorini.
Da "Operaio e Shakespeare", Il Bargello n3, 1937.











