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"Prova di canto", Giovanni Borgo
domenica, 29 novembre 2009
Lo so lo so! Sono un po' latitante. E' sempre così. Ma è colpa della Fiera del Ciocciolato di Bologna. Non so perchè ma ho questo ricordo: ogni volta che la vedo passando in Piazza Maggiore mi ricorda che anche l'anno prima era un periodo pienissimo di cose da fare e soprattutto di novità. La fiera credo che sia finita ma rimane che sto mettendo al fuoco parecchie cose nuove.
Ma andiamo con ordine.

Ancora Ottava Rima per stasera.
Un annuncio, un racconto ed un po' di immagini.

Il 6 Novembre siamo riusciti a portare alcuni fra i migliori improvvisatori in ottava rima laziali e toscani al festival di musica etnica Suoni dal Mondo, ormai alla XX edizione qui a Bologna.
C'è stato oltre al concerto un bellissimo incontro pomeridiano con i poeti  in cui hanno avuto modo di incuriosire il pubblico e raccontare un po' di cose su di loro e su questa misteriosissima arte del "poetare all'improvviso": Benito  ci ha recitato una sua poesia, Puntura ci ha raccontato di quando ha letto Dante la prima volta, mentre Emilio della sua iniziazione alla poesia; Pietro e Paolo, hanno mostrato e raccontato i loro strumenti e le caratteristiche della poesia laziale. Il pubblico è stato attento e interessato, veramente un successo.

La sera per mia grande gioia siamo riusciti a seguire l'iter classico delle gare e dei raduni dei poeti contatini, quello di far decidere al pubblico i temi su cui improvvisare: in Toscana questo è praticamente normale, ma quando si è "fuori sede" e con un pubblico non avezzo a questo particolare spettacolo, non è per niente scontato. Alla fine però fra i bigliettini scritti dagli spettatori erano tutti "cantabili" ed fra essi abbiamo scelto il tema "La televisione e La musa", che è stato affrontato con dei risvolti molto divertenti.
Tutti i "contrasti" sono filati come l'olio e anzi, c'era quella sera un'atmosfera piuttosto magica, parecchie muse evidentemente stavano ad ascoltare ed a vegliare i nostri poeti perchè hanno dato il meglio della loro arte, cantando del caso Marazzo, della Vita in città e di quella campagnola, di Bologna e molto altro. C'è stato anche il momento letterario in cui sono stati recitati a memoria stralci di Dante e Ariosto.

C'è un video. Sissignori. E' in fase di montaggio. E stavolta non lo monto io (e anche questa è un'ottima notizia).
Ma per stasera accontentatevi di guardare qualche foto.

(APPELLO: chi avesse foto delle serata o dell'incontro pomeridiamo e le volesse condividere con me è davvero pregato di contattarmi.)


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Domenico Gamberi, Associazione Culturale Lampis. Suoni dal Mondo 2009.
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Posto di seguito un'articolo che ho scritto per la conferenza stampa di Suoni dal Mondo.


L'ottava rima sbarca a Bologna.
I Poeti Contadini a Suoni dal Mondo 2009.


L’improvvisazione poetica in ottava rima ha attraversato i secoli e le classi sociali, i salotti borghesi e le piazze ed ha affondando profondamente le radici nel mondo rurale scandendo le tappe fondamentali del calendario agricolo, accompagnando le veglie ed i momenti di riposo; sebbene in disuso, inoltrandosi nelle campagne del Centro Italia se ne può sentire ancora l’eco attraverso la viva testimonianza del canto dei poeti contadini a cui appartengono quelli che si esibiranno stasera.
Il loro canto dal sapore antico è composto da una melodia-canovaccio fortemente cadenzata e abbondantemente melismatica che sostiene un’ardita improvvisazione verbale confinata all’interno dell’ottava di endecasillabi rimata secondo lo scema metrico ABABABCC.
Nonostante la scarsa alfabetizzazione che accomuna la maggior parte dei  poeti (uso il termine nell’accezione popolare che viene adottata per indicare queste particolari figure da parte della comunità), il linguaggio da loro usato si caratterizza per la ricchezza della terminologia colta ed aulica, dovuta al particolare legame che li unisce, quasi magicamente, ai classici latini e greci ed ai poemi cavallereschi. Molti poeti erano soliti leggere gli amati testi nelle lunghe ore di lavoro agreste e pastorale, e spesso ne sapevano recitare a memoria ampi stralci: durante la serata ne avremo un prezioso esempio sulla Commedia dantesca (che svelerà da dove il più famoso Benigni abbia preso le mosse).
Il canto improvvisato in ottava rima è stato in passato e rimane oggi un fortissimo mezzo di espressione, un efficace mezzo di comunicazione e di critica che assume una portata simbolica di identità comunitaria sociale e politica. Questa sua caratteristica ha modo di svilupparsi ampiamente all’interno della diffusa forma del Contrasto di cui stasera avremo ampia dimostrazione: i poeti si sfideranno alternandosi nel canto delle ottave in uno scontro dialettico dai toni serrati e dagli accenti a volte farseschi e parodiaci, improvvisando rime su temi antitetici che attingono sia ad un ormai remota quotidianità, quella per l’appunto del mondo contadino, che a temi di estrema contemporaneità legati alla cronaca ed all’ attualità politica.
Saliranno sul palco per questo particolare concerto, alcuni fra i più bravi improvvisatori attivi fra la Toscana ed il Lazio: Emilio Meliani, dalla provincia di Pisa, un distinto signore pisano dalle rime brillanti e taglienti; Umberto “Puntura” Lozzi dal grossetano, di mestiere vetturino, pungente rimatore e cantore di Dante; Benito Mastacchini, ex-boscaiolo maremmano quasi ottantenne, sensibile e finissimo poeta anche scrittore; Paolo Santini, ottimo improvvisatore di ottave e terzine proveniente da Amatrice; e Pietro de Acutis, da Roma, con il suo canto vellutato, anche esperto suonatore di ciarammelle amatriciane. Un terzo laziale, Antonello Ricci, fine intellettuale, ottimo narratore ed esperto delle materia ottava rima ormai avezzo a mescolarsi coi poeti condurrà la serata.

E.L.



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categoria:ottava rima
sabato, 24 ottobre 2009
Devo confessare che la realizzazione dell'evento che sto per presentarvi oggi, corona un piccolo desiderio che tra me e me ho espresso circa un anno e mezzo fa, proprio mentre ero immersa nella fase più acuta della preparazione della mia tesi. Avevo ormai centrato l'argomento, trovato i poeti, stavo terminando le interviste e intanto cominciavo a sognare di portare tutti loro a Bologna. Una specie di stella cadente: avevo scoperto un piccolo mondo nasconsto nelle campagne maremmane dove boscaioli, contadini e vetturini si trasformavano magicamente in poeti improvvisatori e narratori di storie in rima e volevo mostrarlo a tutti.

Quello che ho fatto per l'organizzazione di questo concerto l'ho fatto perchè me lo hanno chiesto, per il resto il desiderio evidentemente ha fatto girare gli eventi.

Andiamo al dunque.
Sono lieta di annunciarvi che quest'anno all'interno del festival di musica etnica
Suoni dal Mondo che è ormai alle XX edizione, ci sarà una serata dedicata all'ottava rima.
La scelta dei protagonisti ed il programma del concerto sono stati curati da me.
Al pomeriggio ci sarà anche un incontro coi poeti che si esibiranno la sera che sarà l'occasione per porre domande e cercare di capire qualche segreto della loro arte; ma soprattutto sarà un momento per farsi raccontare delle storie, proprio come si chiede agli anziani, per farsi narrare della vita, delle vecchie abitudini e del ruolo della poesia popolare nella vita quotidiana di una volta.

Ecco il programma della serata:


Venerdì 6 Novembre

ore 17.00 (Laboratorio)

I segreti dell’improvvisazione in ottava rima
incontro con i poeti contadini condotto da
Elisabetta Lanfredini
e Nico Staiti
 
Centro G. Costa, via Azzo Gardino 48, Bologna.


ore 21.30 (Concerto)

I canti dei poeti contadini

L’improvvisazione in ottava rima
(Toscana e Alto Lazio)

 
Auditorium - Laboratori DMS, via Azzo Gardino 65a, Bologna.



 
Vi anticipo che cercheremo di seguire fedelmente le "regole" tradizionali che caratterizzano i contrasti poetici, come ad esempio far scegliere i temi dal pubblico come è successo nel video che vi propongo di seguito.
Non mancate.


 

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categoria:ottava rima, toscana etruria e tuscia
lunedì, 27 luglio 2009
Ancora Ottave.

La Festa della Poesia Estemporanea di Ribolla quest'anno si è svolta poco dopo che il terremoto colpisse gravemente l'Abruzzo. Come è ormai noto ai lettori di questo blog, ed agli attenti seguitori dei cantori in ottava rima, è per questi ultimi assolutamente necessario parlare di attualità e guardare, criticare, descrivere attraverso il loro canto in rima.
Ecco un dialogo cantato sul terremoto e sulle responsabilità della tragedia.
Purtroppo la prima ottava del contrasto è andata persa..la sto cercando (è anche un appello), appena la trovo integrerò il video.

I due poeti che affrontano l'argomento sono Benito Mastacchini e Pietro de Acutis, il primo toscano ed il secondo laziale. Due maestri. Due rimatori meravigliosi e melodici cantori che fanno intrecciare e concertare melodie e stili di canto diversi e personali, caratterizzati dalla loro individualità e dalla provenienza geografica.
La Maremma fa questi scherzi. Ti sposti di alcune decine di chilometri ed ecco che le melodie cominciano a mutare, compaiono nuovi abbellimenti e nuove cadenze, diversi stile e modi di rimare.

Buona visione.





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categoria:ottava rima, voci che cantano, toscana etruria e tuscia
sabato, 16 maggio 2009
Maggio 2009                                        Maggio 2009. Maggerino della squadra di Massa Marittima.

In primavera i poeti estemporanei escono dalla tana per partecipare a due eventi molto sentiti che li raccolgono ogni anno. A metà Aprile si tiene a Ribolla (GR), la festa della poesia estemporanea, che ormai alla XII edizione raduna puntualmente cantori provenienti da tutta la Toscana e dal Lazio.
A livello prettamente locale invece,  
nella zona fra Roccastrada e Massa Marittima, si tiene il sentitissimo Maggio di cui in queste pagine ho spesso parlato: tradizione molto antica che ha luogo ogni anno nei giorni 30 Aprile e Primo Maggio legata alla celebrazione pagana della primavera e alla festa dei lavoratori.
Ho assistito ad entrami gli appuntamenti anche quest'anno ed ho filmato e registrato molte cose interessanti. Posterò presto il materiale sul blog ma intanto vi invito a leggere un interessante articolo sulla festa di Ribolla scritto da Jean-Pierre Cavaillé che trovere qui sia in italiano che in francese.
Nella parte finale dell'articolo c'è un link ad un documentario girato l'anno scorso sui poeti estemporanei dell'Alto Lazio, in particolare della zona di Tolfa. Visto che in questo blog si parla soprattutto di ottava rima in Toscana mi sembra giusto segnalare il lavoro dei "colleghi" laziali appassionati di quest'arte.
Si chiama La memoria cantata e la regia è di Angelo Paoletti.

Intanto questo. Che non è poco.
A presto con nuovi video e foto.

E.L.


Festa di Ribolla. Aprile 2009.                                                                                Festa di Ribolla '09. I poeti sul palco attendono il turno per cantare.

Festa di Ribolla. Aprile 2009.                                                                                                                                                  Festa di Ribolla '09. Il pubblico.
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categoria: , ottava rima
sabato, 25 aprile 2009
Per oggi è in programma una giornata a Monte Sole. Ormai vivo in Emilia Romagna e visiterò qui un luogo di memoria. Il pensiero vola però a Monte Maggio (SI) ed ai racconti di mia nonna sfollata durante la guerra e staffetta bambina per i Partigiani.

Intanto, buona Liberazione a tutti. Da tutto quello di cui credete di dovervi liberare.
E ricordiamoci di allenare la memoria.



Ai popoli il benessere fa bene
Però li rende pigri e fannulloni
Dimentica il passato e tante pene
Le dure lotte fatte coi padroni
La schiavitù la fame e le catene
Le sofferenze dentro le prigioni
L'uomo arricchito e reso indipendente
pensa solo a se stesso e non fa niente.
(Benito Mastacchini, 2001)



E ora un video già pubblicato che mi fa sempre emozionare.


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categoria:ottava rima, detto e taciuto
lunedì, 20 aprile 2009
E' solo qualche giorno che è in rete e adesso finalmente sbarca sul blog.
Un piccolo video documentario, a misura di tesi, ma faticoso ritaglio di molte ore di girato ed interviste.
Confezionato, cucito addoso ai suoi protagonisti. I poeti. I poeti a braccio meravigliosi della Maremma, che gentilmente si sono soffermati davanti al mio obiettivo ed hanno lasciato scorrere parole cantate e narrazioni.
Si parla dell'ottava rima, si parla del "Maggio", del fascismo che censura il pensiero ed il canto; si parla con amore dell'amore per la poesia e si narrano i "poeti padri".
Un modesto documentario sulla poesia estemporanea, ma anche una riflessione sulla memoria e sul modo di ricordare. Lascio volutamente che i poeti si contraddicano e  lascio che lo spazio-tempo dei loro racconti sia incerto e che lo spettatore si chieda se un brusco taglio nel montaggio non abbia apportato qualche danno alla cronologia dei fatti. Così è parlare con loro. I ricordi a distanza di anni si mischiano e le emozioni si accavallano. Là dove il vissuto di somiglia e dove si somigliano le sensazioni si crea un bacino di memoria comune.
Questo è valso soprattuto per i discorsi sui divieti e  le strumentalizzazioni fasciste. Il Maggio, dal sapore socialista, durante il Ventennio è vietato. Le improvvisazioni invece sono ripulite da temi "rischosi" e canalizzate verso un'astuta propaganda attuata tramite le diffuse gare di poesia.
Qui, nei racconti dei poeti, i decenni si confondono e si accavallano. La ristrettezza dei temi delle ottave del periodo fascista e l'assoluta impossibilità di critica sociale si confonde con la censura del Dopoguerra, solo in parte di carattere politico ma soprattuto di carattere morale ed etico.
Gli anni scorrono e la memoria sembra guidata dal timore, dallo sdegno e dai ricordi dei divieti. Divieti più forti e quelli meno assoluti, ma che confluiscono insieme in quel bacino di memoria che li accomuna. La mancanza di libertà. Questo sembra essere il sottile filo che cuce il ragionamento della memoria che porta ad una narrazione assolutamente emozionale. Quello che cercavo. Testimonianza. Narrazioni "poetiche" di una lucida esperienza.



Nota: per il titolo del video leggi questo post.
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categoria:ottava rima, voci che cantano, toscana etruria e tuscia
mercoledì, 15 aprile 2009
Domenica si terrà a Ribolla (GR) la XVII edizione della Festa della poesia Improvvisata che si tiene ogni anno in Aprile. Quest'evento mi mette inevitabilmente in condizione di ricordare l'anno trascorso dalla passata edizione: la prima a cui ho assistito e che mi lasciò così tanto meravigliata. Cominciavo in quel periodo a capire cosa fosse l'ottava rima e cominciavo a delineare i tratti della mia tesi: lì incontrai i poeti che ne diventarono poi i protagonisti ed i ricercatori che mi aiutarono a documentarmi e a chiarirmi le idee.

Lo stupore, la brama di scoprire e conoscere questo mondo, il primo approccio con l'ambiente ribollino e ciò che ne seguì, lo espressi poi nell'introduzione della mia tesi di laurea, che riporto di seguito.


Si vocifera in Toscana, che esistano contadini che cantano di poesia all’improvviso, e che possano narrare a lungo Dante a mente ed i poemi cavallereschi. Si vocifera che siano quasi analfabeti e che ce ne siano ancora alcuni sparsi per le campagne dell’Italia centrale.
Queste voci, sono il punto di partenza della nostra ricerca di cui questo scritto ripercorre la traccia. Viaggio attraverso smaniose peregrinazioni nel fiorentino e verso la Maremma Toscana, e poi Laziale, luogo di scambio antico per eccellenza dove anime cantanti di lavoratori stagionali solevano incrociarsi. Viaggi, dunque, alla ricerca della conferma di un sentimento, guidati solo dall’intuito attraverso il quale la nostra radice etrusca ci riportava prepotentemente alle origini.
Poi sono apparsi i poeti. Finalmente. Impacciati ed ingenui, a volte bizzarri e sconclusionati, ma sinceri, genuini, accoglienti; sicuri di possedere un dono, ma quasi imbarazzati di aver ricevuto questa grazia come chi si trova improvvisamente davanti a qualcosa di “soprannaturale”.
Pastori, agricoltori, contadini, cacciatori, vetturini, ex-minatori, artigiani, queste le sembianze sotto cui si manifestano. Vati in realtà; che stanno nascosti dietro le loro mani ruvide e i loro modi agresti, che maneggiano vecchi e fragili fogli volanti con tutta la delicatezza a loro possibile, mentre noi, che ci avviciniamo poco a poco a quelle carte per paura di sciuparle con il fiato, seguiamo i loro movimenti con gli occhi per cercare di ammorbidire quel tocco un po’ rude.
Questi individui sono finissimi cantori e narratori di poesia. Poesia a braccio, canto in bernesco, Arte del dire. Poesia e canto che parlano di oggi, e lo hanno sempre fatto.
Dalle ore passate a sfogliare fogli ingialliti e a cercare domande esatte che innescassero i racconti dei poeti, dei quali abbiamo accolto anche ogni divagazione e storie di vita a cui non potevamo negare il nostro ascolto, ci accorgiamo di quanto quest’arte sia profondamente radicata nella società e  come essa sia per loro uno strumento per dire, per tradurre la realtà e raccontarla alla comunità intera.
Così forte e consapevole il loro canto da essere anche, nel suo vissuto storico, arginato e soffocato dai governanti e dal clero: dal fascismo, di cui ci raccontano abbassando il tono della voce. Mi parlano delle ottave censurate e dei maggi vietati ed abusivi con lucidità e tristezza e come se il pericolo ancora persistesse.
Abbiamo in questo lavoro, ripercorso l’ottava rima nella sua forma popolare attraverso i tratti essenziali che le hanno permesso di tradurre l’espressione più genuina del pensiero popolare e di essere potente mezzo di comunicazione della società rurale. Una raccolta di ottave politiche e pensieri cantati sull’attualità. Lucidi concreti pensieri, chiare ideologie, sdegno dei potenti, sfoghi e parodie.
Ci comprenderà il lettore, se abbiamo scelto di ammettere nel nostro linguaggio  alcuni dialettismi toscani e parole in disuso nell’italiano corrente, rimanendo così in armonia con il modo di esprimersi dei poeti; nelle interviste abbiamo dovuto fare molto di più per parlare con loro, cercando di recuperare ogni suono antico della terra di origine che condividiamo.
E ci perdonerà lo sforzo, se gli chiediamo di immergersi completamente nel linguaggio delle ottave, che abbiamo scelto di non correggere né dal punto di vista sintattico, né della punteggiatura né nell’ortografia, quando si tratti di versi scritti: non avremmo mai voluto che il lettore si dilungasse nelle ricostruzioni sintattiche e fonetiche piuttosto che nel ritmo, nel contenuto, nei peculiari giochi linguistici.
Uno sforzo troppo ponderoso avremmo preteso nel chiedere di immaginare gesti, sguardi, sorrisi, ritmo nel narrare, melodie e voci possenti e delicate. Abbiamo così deciso di donare al lettore un DVD, nel quale raccontiamo, in linea con i veloci tempi moderni, il nostro viaggio attraverso le parole dei poeti lasciando alla loro voce l’ultima parola sull’amatissima arte del dire. “Vedendoli cantare” vogliamo inoltre aiutarvi a comprendere quel potenziale espressivo dell’ottava rima, e quella forza comunicativa del Poeta-Vate di cui tanto parleremo nel nostro scritto.

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categoria:ottava rima, toscana etruria e tuscia
martedì, 06 gennaio 2009
Non ho foto da mostrare. Nè video nè registrazioni della giornata di oggi.
Sono stata a Ribolla per la prima volta da laureata.
La notte fra il 5 ed il 6 gennaio in Maremma si canta La Befana.
Oggi i miei amici ribollini, vestiti di tutto punto da befane e pastori, con fisarmoniche, chitarre e percussioni hanno cantato quartine che ormai mi sono familiari. La radice che mi ha ricondotta alla mia terra sprofonda nel terreno maremmano e si insinua prepotentemente nella mia vita.
Non ho ripreso nè fotografato, ho solo ascoltato ed ho vissuto la festa come una del paese. Mi sentivo nuda senza registratore al collo e quasi imbarazzata a stare fra i piedi senza telecamenra.
Commozione profonda nel sentirmi parte di una tradizione. Nell'averla riscoperta mia.

La Toscana. La Maremma. Il popolo mitico e misterioso degli Etruschi. L'alto Lazio.
Le fisarmoniche. Gli operai. I contadini. Il Primo Maggio, festa della primavera e della lotta.
I modi rudi. Le nacchere. I cappelli di paglia. Il fieno ed il vimini. L'italiano antico.
Carducci. I cipressi. Dante. Guidoriccio da Fogliano. Montemassi. Le balze di Volterra. La Pia dei Tolomei. I Guelfi e i Ghibellini. La voce forte e i canti urlati. Le terre rosse e grigie. La pianura. Il sole a scendere verso Grosseto.

Esplosione di esagerata appartenenza. Centro del mondo interiore.
Questa volta ripartire per l'Emilia Romagna mi mette stranamente in dubbio.
Vado e torno. Prometto. Salirò verso la pianura ascoltando ancora il Coro degli Etruschi.




E ora una chicca: Amalia Rodrigues canta Maremma Amara. Meravigliosa.


domenica, 21 dicembre 2008
festa della poesia estemporanea di Ribolla. Aprile 2008.                                                                                                                 Foto: www.angelotrani.com


Mi sono laureata.

La mia tesi sull'ottava rima improvvisata che mi ha portata nei meandri più tipici della Maremma toscana alla ricerca di anziani poeti contadini, è giunta al termine. Almeno accademicamente, visto che ho già un'appuntamento per la Befana per tornare a trovarli e sentirli ancora cantare,
ed ho già una parola con un paio di amici per andare in Sardegna a cercare poeti sardi che cantano ottave.

Titolo:
 " A parole mi avrebbero buttato in prigione"
Aspetti sociali e politici del canto in ottava rima attravero le parole dei poeti.

Durante la stesura della tesi ho dovuto riflettere molto sul canto e sul suo significato sociale.
Il canto come mezzo per dire ed esprimersi.
Cantare quello che si sente, cantarlo perchè certe cose a parole non si possono dire. Cantare per farsi sentire di più, per farsi ascoltare meglio, e per arrivare più diretti all'ascoltatore.
Cantare per farsi intendere solo da chi si vuole, per giocare con le parole ed i suoni in modo astuto.
Cantare per la necessità di dire.

La citazione del titolo è una parafrasi di un discorso sull'ottava emerso in un intervista ad un poeta maremmano,
lo riposto di seguito: spiega perfettamente l'argomento della tesi, senza che ne dica parole di troppo.

Però a cosa mi serve questa rima?
Io bisogna lo dica.
M’ha permesso di dire cose in certe occasioni
che se l’avessi dette a parole,
qualche volta, dico,
non mi avrebbero buttato in prigione ma poco ci manca.
N.G.*






* P. Pannozzo, “L’arte del Dire, Convegno di studi sull’improvvisazione poetica”, Roccastrada (Gr), 1999, p. 172.
postato da: bettabu alle ore 13:15 | Permalink | commenti
categoria:ottava rima, toscana etruria e tuscia
domenica, 02 novembre 2008


Il mio lavoro di ricerca sull'ottava rima continua.
Qualche giorno fa sono scesa nella zona di Ribolla, culla dei poeti estemporanei maremmani, dove ho preso molto materiale e fatto alcune interviste. Il materiale di interesse per la mia tesi è ancora in fase di scelta e montaggio, le interviste riguardano soprattutto alcuni aspetti politici e sociali dell'ottava rima: sono andata alla ricerca di ottave censurate, di episodi di scontri ideologici sul piano politico, maggi vietati e canti eseguiti di nascosto.

Nell'attesa di aver il tempo di organizzare questo materiale, vi posto questo piccolo video che ho confezionato al volo. Si tratta della chiusura della mia intervista ad uno dei più bravi poeti della zona, Benito Mastacchini, che mi dedica due ottave sul finale della nostra chiacchierata.
postato da: bettabu alle ore 19:48 | Permalink | commenti (5)
categoria:ottava rima